Unicorn for Peace: la magia che unisce e fa rumore.
Lo Spirit Day di marzo trasforma la scuola in un regno incantato tra musica originale e messaggi di fratellanza.
Venerdì 13 marzo la scuola secondaria si è trasformata in un palcoscenico di colori e ideali per il nuovo Spirit Day a tema “Unicorn for Peace”.
Se febbraio ci aveva stupiti con la forza dei legami, marzo ha deciso di farci sognare ad occhi aperti: il grigiore delle piogge primaverili è stato spazzato via da un’esplosione di glitter e criniere arcobaleno, portatrici di un messaggio profondo e necessario, quello della PACE.
L’unicorno, creatura leggendaria simbolo di purezza e invincibilità, è diventato il messaggero perfetto per un mondo affamato di serenità, trasformandosi in un’icona di fratellanza universale.
La sfida creativa era ambiziosa, ma i ragazzi ci hanno stupiti ancora una volta, riempiendo corridoi, aule, laboratori e la biblioteca scolastica di interpretazioni che hanno lasciato la Dirigente, i docenti e i collaboratori meravigliati.
Il cuore pulsante della giornata è stata l’espressione artistica: un gruppo di studenti ha trasformato l’aula in uno studio di registrazione per eseguire una canzone originale sulla pace, composta insieme alle famiglie, regalando un ritmo coinvolgente i desideri di un’intera generazione.
La magia ha toccato il suo apice nel silenzio riflessivo delle aule attraverso la tecnica del Caviardage, colonna portante del progetto lettura d’Istituto. Partendo da un mosaico di citazioni di giganti come Ungaretti, De André, De Gregori, Brecht, Tolstoj, Papa Giovanni XXIII e John Lennon, i ragazzi hanno dato vita a poesie visive straordinarie.
Annerendo il superfluo, hanno fatto emergere perle nascoste tra le righe: il “fratello” di Ungaretti si è unito all’”Imagine” di Lennon e il richiamo alla pace del Papa ha trovato nuova linfa tra i versi di De André. Il risultato è una galleria di componimenti in cui letteratura e musica d’autore si fondono in un unico, potente grido contro la guerra.
In aula il vociare si trasforma in un coro, dove le matite non servono solo a scrivere, ma a colorare un mondo che non vuole più il grigio delle macerie. Gli alunni, quando si mettono insieme per cercare la pace, ci ricordano che il futuro non è un concetto astratto, ma un gesto quotidiano. Essi imparano che la pace inizia tra i banchi, risolvendo i litigi con il dialogo, rispettando le opinioni altrui e valorizzando la gentilezza come strumento di cambiamento. Ecco cosa succede quando gli studenti diventano “artigiani di pace”:


Le immagini dei minori pubblicate su questo blog sono utilizzate in conformità con il consenso fornito all’inizio dell’anno scolastico dai genitori o dai tutori legali degli studenti, disponibile al link https://icgramsciaprilia.edu.it/privacy/435-liberatoria-per-utilizzo-immagini come previsto dalle normative GDPR e dalla legge italiana sulla privacy.










































