Note di Speranza: Il Decennale del Festival “Memorial Andrea Di Gioia”
L’I.C. Gramsci celebra la musica come memoria viva e palestra di vita nell’emozionante giornata dell’8 maggio.
L’8 maggio 2026 non è stata una data qualunque per la nostra comunità scolastica: le note si sono trasformate in abbracci e promesse mantenute durante il 10° Festival delle Orchestre Pontine “Memorial Andrea Di Gioia”.

Ci sono giornate che non si dimenticano, giornate in cui le note escono dagli spartiti e ti entrano dentro, ti scaldano, ti commuovono. Dedicato ad Andrea Di Gioia, ex allievo di Flauto Traverso della Gramsci, strappato alla vita troppo presto, questo festival è nato per trasformare il dolore in bellezza, l’assenza in musica condivisa e ogni anno ci riesce. In prima fila, come sempre, la mamma Patrizia e la sorella Laura, presenze silenziose e forti abbracci per tutti i ragazzi che salgono su quel palco. I loro occhi dicono grazie ad ogni ragazzo che suona, i loro sorrisi trattengono le lacrime, la loro forza è il cuore di questo Festival.

L’ultimo giorno della manifestazione si è aperto con l’orchestra dell’I.C. Gramsci di Aprilia. Presenti alla manifestazione la Dirigente Dott.ssa Simona Venti, le docenti Deborah Tosi, Serena Sciatta , Patrizia Bisacco e tanti genitori con il fiato sospeso.

Sul podio, a guidarli, la Prof.ssa Roberta Barbera– flauto traverso, direttore e anima di questa orchestra e il team eccezionale dei docenti di strumento che crede nei ragazzi: i Prof. Stefano Catena(tromba) coordinatore del corso, Prof.ssa Joanna Lukaszewicz (pianoforte), Prof.ssa Gloria Santarelli e Prof. Oscar Di Raimo (violino).

Gli arrangiamenti, curati dalla stessa Prof.ssa Barbera, hanno cucito un percorso nell’anima. Un repertorio che ha saputo unire solennità ed emozione: dalla maestosità di “Pomp and Circumstance March” di E. Elgar alla poesia del “Notturno op.9 n.2” di F. Chopin, passando per la potenza della “Marcia Trionfale dell’Aida” di G. Verdi. E poi la svolta pop che ha fatto sorridere tutti: il groove di “A Place in the Sun” di Stevie Wonder e l’esplosione di energia con “Mamma Mia” degli ABBA.
Ogni nota era per Andrea. Ogni sguardo dei ragazzi cercava quello di mamma Patrizia e Laura.
Dietro ogni arco che sfiorava una corda, dietro ogni respiro trattenuto prima di un attacco, c’era qualcosa di più grande: c’era la voglia di esserci, di suonare insieme, di ricordare… di crescere. Ogni brano pensato su misura per i ragazzi: eleganti, precisi, pieni di fuoco. Per questa occasione 5 alunni della classe 1G si sono aggiunti ai ragazzi delle classi 2- 3G, felici di suonare con i ” grandi”.

“Hanno suonato con il cuore”, ha detto la Prof.ssa Barbera con la voce rotta dall’emozione. “La pratica strumentale insegna la disciplina, certo, ma soprattutto insegna a prendersi cura dello strumento, del compagno, del silenzio dell’altro. Questo Festival è memoria viva perché nasce dalla condivisione. “

La Dott.ssa Simona Venti ha aggiunto: “Vedere i nostri ragazzi donare la loro musica ad Andrea, a Patrizia, a Laura… è la lezione più importante che la scuola possa dare. La musica d’insieme è palestra di vita: si cade, ci si rialza, ma sempre insieme. Oggi i nostri ragazzi ci hanno reso fieri. La musica d’insieme li educa al rispetto, all’ascolto, alla responsabilità. Ringrazio i docenti di strumento, questo è il senso più alto della comunità scolastica. La pratica orchestrale non è solo studio; è ascolto, è rispetto, è fatica condivisa che diventa bellezza. È un pilastro che forma studenti, ma prima ancora forma persone.”

Una dopo l’altra, tutte le orchestre partecipanti hanno regalato emozione pura, quella che ti fa venire i brividi e gli occhi lucidi. Perché vedere tanti giovani musicisti onorare con il proprio talento e il proprio impegno la memoria di Andrea Di Gioia è stato davvero il regalo più grande.
La pratica strumentale non è mai un gesto solitario. È ascolto reciproco, è attesa, è respirare insieme prima di un attacco. È imparare che la tua nota ha senso solo se si intreccia con quella dell’altro. I ragazzi lo sanno bene. Mesi di prove, di fatica, di spartiti studiati a casa e poi messi in comune. Fondamentale il valore di suonare insieme per crescere insieme.
Condividere il palco, la paura, l’emozione, il silenzio prima dell’applauso. È questo che forma musicisti, ma prima ancora forma persone capaci di empatia, di rispetto, di comunità. È questo che Andrea avrebbe amato: vedere ragazzi diversi diventare una voce sola.

Un grazie doveroso va all’I.C. “Giacomo Matteotti” che ha ospitato la manifestazione e alla Prof.ssa Gabriella Vescovi per l’organizzazione, insieme alla Dirigente Antonella De Ienner e al vicepreside Prof. Riccardo Toffoli. Ma oggi, più di ogni altra cosa, il grazie è per Patrizia e Laura. Per il coraggio di esserci, ogni anno.
Il Festival finisce. Ma finché ci sarà un ragazzo che studia uno strumento per condividerlo con gli altri, pensando ad Andrea, lui non se ne sarà mai andato. Grazie ad ogni docente, ad ogni ragazzo, ad ogni famiglia che ha creduto in questo.
Le immagini dei minori pubblicate su questo blog sono utilizzate in conformità con il consenso fornito all’inizio dell’anno scolastico dai genitori o dai tutori legali degli studenti, disponibile al link https://icgramsciaprilia.edu.it/privacy/435-liberatoria-per-utilizzo-immagini come previsto dalle normative GDPR e dalla legge italiana sulla privacy.
































